FIRMATO CONTRATTO DIRIGENZA

Finalmente, il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici non è più un miraggio. A lungo inseguito, a tratti evanescente, spesso ritenuto una chimera, nella notte del 13 dicembre finalmente è divenuto realtà e diremmo, una bella realtà. E’ stata un’epifania difficile, ha coinvolto due governi, ad ognuno dei quali dobbiamo riconoscere di aver compiuto un passo fondamentale per i nostri obiettivi. Il percorso di questo rinnovo è stato infatti avviato dalla Ministra Valeria Fedeli. Sin dalle prime fasi del suo insediamento, la Cisl Scuola aveva sollecitato l’attenzione del Dicastero di Viale Trastevere sulle problematiche retributive dei dirigenti scolastici, largamente penalizzati e lontanissimi dalle retribuzioni percepite dai dirigenti di Università e Ricerca. L’Atto di indirizzo emanato dal Comitato di settore aveva allora definito come obiettivo la progressiva equiparazione della retribuzione di posizione di parte fissa, ma nulla si sarebbe potuto fare se non fossero state stanziate in legge di bilancio le necessarie risorse. Questo è quanto appunto è avvenuto, anche grazie al sostegno della Ministra Fedeli e alla costante azione di mediazione e di paziente costruzione effettuata dalle organizzazioni sindacali con tutte le parti politiche. Si è trattato del primo fondamentale passo verso un rinnovo contrattuale importante.
Ma il percorso, nei mesi successivi, si sarebbe rivelato lungo ed accidentato, anche perché il cambio di legislatura imponeva all’Aran un necessario confronto con i nuovi ministri insediatisi alla Funzione Pubblica e all’Istruzione, Giulia Buongiorno e Marco Bussetti. Quando finalmente si è entrati nel vivo della trattativa, si è palesata subito una difficoltà rilevante, che avrebbe potuto impedire il pieno raggiungimento dell’equiparazione della retribuzione di posizione di parte fissa. Infatti gran parte delle risorse erano allocate nell’E.F. 2020, mentre il Contratto non poteva che avere a riferimento il triennio 2016- 2018. Per evitare il vanificarsi di tutto il lavoro fin lì svolto e scongiurare l’ipotesi di veder dirottati i fondi verso altre esigenze, stanti le difficili condizioni della finanza pubblica, i sindacati hanno avanzato delle proposte tecniche per aggirare questo ostacolo apparentemente insuperabile. Ed è stato compiuto allora il secondo importantissimo passo verso il rinnovo contrattuale. Sia l’ARAN che il Ministro Bussetti hanno dato sostegno alle possibili soluzioni, sino ad ottenere quello che era stato il nostro fondamentale obiettivo sin dall’inizio: la piena equiparazione della retribuzione di posizione di parte fissa alle altre dirigenze del comparto, entro la vigenza contrattuale. In tal modo la retribuzione di posizione parte fissa dei dirigenti scolastici, a decorrere dal 31 dicembre 2018, passerà da 3.556, 68 euro a 12.565,11. Un risultato che riteniamo importante non solo per l’entità economica, ma anche perché riconosciuto valido e necessario da due differenti governi, al di là delle diverse impostazioni politiche; un esempio di costruzione positiva che riconosce le ragioni dei dirigenti scolastici.
Agli aumenti sopra ricordati devono essere sommati i benefici derivanti dalle risorse contrattuali previste per l’intera PA nella misura del 3,48 per cento della base retributiva, e corrispondenti a 135,00 euro (lordo dipendente) che i dirigenti scolastici vedranno nel loro cedolino a partire dal primo gennaio 2018 e ad una quota di 19,9 euro mensili che confluirà sul Fun per alimentare la retribuzione di risultato.
Anche la parte normativa del CCNL reca novità, in primo luogo con l’istituzione di Organismi paritetici per l’innovazione che hanno anche lo scopo di offrire uno spazio di confronto sulla ricaduta delle innovazioni legislative sul lavoro dei dirigenti e poi con la ricostruzione di un sistema di relazioni sindacali a lungo compresso. Sono state introdotte misure a tutela dei dirigenti con gravi patologie e che necessitano di terapie salvavita e la possibilità di ferie e riposi solidali per assistere figli minori bisognosi di cure. Gli obblighi relativi alla sicurezza nei luoghi di lavoro, anche nel CCNL sono stati ricondotti alle funzioni organizzative e gestionali svolte dal dirigente, come peraltro già evidenziato da alcune sentenze della Cassazione. È stata ripristinata la delega di funzioni in caso di assenza, per assicurare la continuità delle attività ordinarie e straordinarie e la possibilità entro i cinque anni di servizio di chiedere la restituzione al ruolo di appartenenza.
Il testo firmato quasi alla mezzanotte del 13 dicembre 2018, condiviso da tutte le sigle sindacali rappresentative (e anche questo non è di poco conto) dovrà ora seguire la consueta procedura di validazione prima della sottoscrizione definitiva, per la quale occorrerà qualche settimana e che dunque avverrà nel nuovo anno. Ma possiamo senz’altro dire che non potevamo chiudere meglio quello in corso.

IPOTESI CCNL

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