Gissi: seminario di oggi conferma che su regionalizzazione stiamo combattendo una battaglia giusta

“Esce rafforzata dalla riflessione condotta questa mattina, col supporto di autorevoli esperti, la convinzione che contro progetti di regionalizzazione sbagliata stiamo facendo una battaglia giusta. Non in nome di un centralismo che non ci appartiene, ma a favore dell’uguaglianza, dell’unità, della coesione del Paese, che un sistema unitario nazionale di istruzione aiuta a costruire e rafforzare. È importante che sia stato messo in luce, da entrambi i nostri autorevoli interlocutori, il rischio che sia proprio l’autonomia delle istituzioni scolastiche una delle vittime predestinate di un regionalismo gravemente malinteso”.
Così la segretaria generale Maddalena Gissi nelle sue considerazioni conclusive al seminario della CISL Scuola dedicato al tema dell’autonomia differenziata svoltosi oggi a Roma all’Auditorium di via Rieti. Più che di conclusioni, si tratta come affermato dalla stessa Gissi di una ripartenza sostenuta da ulteriori motivazioni ed energie, per chiedere al Governo di fermarsi, di condurre quel supplemento di riflessione che appare a tutti indispensabile, soprattutto coinvolgendo finalmente l’intero Paese, a partire dal Parlamento, in una discussione fin qui condotta quasi in segreto con le sole Regioni interessate.
“Non possono essere tre Regioni, pure grandi e importanti, con la complicità di un Governo che si regge su complicati meccanismi di mutue concessioni, a decidere le sorti di un sistema come quello scolastico, presidio e garanzia di fondamentali diritti di cittadinanza per l’intera comunità nazionale”.
L’Assemblea Nazionale della CISL Scuola ha anche votato, al termine dei lavori del seminario, un documento che esprime totale condivisione per le ripetute prese di posizione della segretaria nazionale in materia di autonomia differenziata, posizioni che hanno trovato ieri l’autorevole avallo del segretario generale aggiunto della CISL Luigi Sbarra.
L’Assemblea nel documento assume e fa proprio l’appello contro la regionalizzazione del sistema di istruzione diffuso nei giorni scorsi dalla CISL Scuola insieme a tante altre organizzazioni sindacali e a qualificate espressioni dell’associazionismo professionale e culturale.

Roma, 20 febbraio 2019

IL DOCUMENTO CONCLUSIVO DELL’ASSEMBLEA

L’Assemblea Nazionale della CISL Scuola, riunita a Roma (Auditorium di via Rieti) il 20 febbraio 2019, alla luce degli interventi che hanno caratterizzato la sessione di approfondimento sui temi dell’autonomia differenziata in materia di istruzione, condivide e fa proprie le valutazioni e le prese di posizione assunte in più occasioni dalla segretaria generale Maddalena Gissi, evidenziandone la piena corrispondenza con quelle contenute nella piattaforma confederale unitaria e pienamente confermate dal segretario generale aggiunto Luigi Sbarra nel suo intervento al convegno del 19 febbraio u.s. sulla prima scuola.
L’Assemblea Nazionale, considerata la funzione essenziale che il sistema di istruzione assolve nel definire e rafforzare l’identità culturale del paese, agendo come fattore di coesione della comunità nazionale attraverso la garanzia di pari opportunità di accesso a un’offerta formativa di qualità in tutte le realtà territoriali, contribuendo così in modo decisivo alla rimozione delle diseguaglianze che l’art. 3 della Costituzione assegna come preciso compito alla Repubblica, esprime forte preoccupazione e dissenso rispetto a ipotesi di trasferimento di competenze che possano minare l’indispensabile unitarietà del sistema scolastico.
La dimensione nazionale del sistema di istruzione, coniugata con l’autonomia delle istituzioni scolastiche – richiamate dall’art. 117 della Costituzione – definisce già un efficace equilibrio tra le esigenze di unitarietà legate alle ragioni sopra richiamate e l’altrettanto doverosa attenzione alle specificità di ogni contesto locale.
L’Assemblea Nazionale ritiene che l’affidamento a singole Regioni di ulteriori competenze oltre a quelle già rilevanti di cui già oggi dispongono, in assenza della definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) rappresenta un progetto di evidente pericolosità, destinato ad accentuare disuguaglianze e squilibri che purtroppo già esistono e andrebbero per questo aggrediti e ridotti con più decisione, proprio facendo leva, fra l’altro, su un sistema di istruzione unitario e nazionale, pensato e voluto dai padri costituenti come fattore fondamentale di unità culturale e di uguaglianza fra i cittadini e che con le intese ipotizzate sull’autonomia differenziata si finirebbe per manomettere e smantellare.
È di tutta evidenza come rispetto a un simile progetto siano interessate tutte le Regioni, non solo quelle che rivendicano più autonomia. Ma l’interesse in gioco è dell’intero Paese, in realtà tenuto finora ai margini di una discussione che non ha visto peraltro coinvolto ad oggi nemmeno lo stesso Parlamento. Per quanto riguarda in particolare la materia istruzione, non vi è stato alcun momento di confronto in cui sia stato coinvolto il mondo della scuola, né direttamente, né attraverso le sue rappresentanze sindacali e professionali.
Accanto al dissenso su rilevanti aspetti di merito, l’Assemblea Nazionale esprime la convinzione che le ipotesi prefigurate nelle bozze di intesa per l’attribuzione di maggiori poteri alle Regioni vadano ben oltre quanto consentito, relativamente alla materia istruzione, dall’art. 116 della Costituzione.
L’Assemblea Nazionale considera indispensabile che all’unitarietà del sistema faccia riscontro l’unicità contrattuale attraverso il CCNL e la conseguente forza nel valore della rappresentatività. Flessibilità e prossimità decisionale sono già oggi riconosciuti e garantiti alla contrattazione decentrata a livello regionale e di singola istituzione scolastica.
L’Assemblea Nazionale assume a fa propri i contenuti dell’appello “Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione” che la CISL Scuola ha sottoscritto insieme a molte altre organizzazioni sindacali e ad importanti espressioni dell’associazionismo professionale e culturale.
Invita l’Organizzazione a tutti i livelli ad esprimere il massimo impegno perché le ragioni richiamate nel documento siano diffuse e discusse in modo capillare, a partire dai luoghi di lavoro, promuovendo su di esso la più ampia, convinta e attiva adesione.
Dà mandato alla segreteria nazionale perché assuma ogni iniziativa necessaria per contrastare un progetto di pericolosa dévolution in materia di istruzione, sia rivendicando l’avvio di una indispensabile fase di dibattito prima della sottoscrizione di intese che non possono rimanere circoscritte al Governo e alle regioni richiedenti, sia prendendo in attenta considerazione anche le azioni da condurre in sede legale per impugnare i provvedimenti eventualmente assunti in esito alla procedura in atto, qualora il Governo decidesse di portarla a conclusione.
Roma, 20 febbraio 2019
APPROVATO ALL’UNANIMITÀ

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